Ecco le principali metodologie di analisi degli investimenti:

Un investimento è il frutto di un processo logico lineare che valuta il profilo rischio/rendimento in base a fattori qualitativi e non per mezzo di regole matematiche necessariamente basate sulle serie storiche e quindi sul passato o su prospetti grafici che nulla hanno a che fare con la storia e i valori di un’azienda.

L’analisi fondamentale rappresenta l’unica vera metodologia applicabile alla valutazione degli investimenti e, di conseguenza, alla gestione del risparmio della collettività.

Più in particolare, esiste una metodologia di valutazione che, applicata da appena il 5% degli investitori globali, per le sue particolari caratteristiche rispecchia in pieno i principi della professionalità, indipendenza, assenza di conflitti di interesse e trasparenza dell’offerta da applicare per la gestione del risparmio degli italiani.

Questa metodologia si chiama Value Investing ed è stata messa a punto per la prima volta negli Stati Uniti d’America nel 1934 da Benjamin Graham e David Dodd e successivamente utilizzata e sviluppata da suoi discepoli, tra i quali Joel Greenblatt, Warren Buffett, Charlie Munger, Mario Gabelli, Whitney Tilson, Lloyd Khaner.

Lo scopo di tale approccio è quello di determinare il valore sottostante di un business oggetto di analisi per poi acquistarlo solo a un considerevole sconto rispetto al suo valore intrinseco, indipendentemente dalle oscillazioni di breve termine dei prezzi di mercato.

Il ragionamento alla base di questa metodologia è molto semplice e non si fonda su nessuna formula matematica né sulle fluttuazioni di breve termine, tuttavia richiede un grado di confidenza molto difficile da raggiungere.

Agli antipodi rispetto alla logica di breve termine che caratterizza l’industria dei prodotti orientati alla performance relativa (prodotti con benchmark), il Value Investing è una filosofia d’investimento che tiene in forte considerazione la psicologia e a ricerca della razionalità.

Di seguito sono elencati alcuni dei comportamenti erratici che tipicamente si compiono  quando deve prendere delle decisioni:

  • proiettare il recente passato nel lontano futuro e ancorarsi mentalmente a dati irrilevanti;
  • ignorare le informazioni rilevanti e focalizzarsi sulle meno rilevanti e giungere alle conclusioni attraverso un orizzonte di analisi limitato;
  • paura dell’incertezza e convincersi di alcune certezze;
  • tendenza nel ricercare solo le informazioni che confermino le proprie decisioni o opinioni;
  • convincersi che il successo di un investimento sia dovuto esclusivamente al proprio giudizio, mentre gli insuccessi non siano dovuti a propri errori;
  • sottovalutare la fondamentale regola della tendenza alla regression to the mean, secondo cui nel lungo termine una serie storica tende al suo valor medio;
  • confondere la familiarità con la conoscenza.

Per Assiteca SIM le chiavi fondamentali del successo di un investimento sono le seguenti:

  1. agire con la mentalità di un imprenditore, nella piena consapevolezza che un’azione non è un pezzo di carta ma è una quota parte del capitale di un’azienda e un’obbligazione non è un pezzo di carta ma è una quota parte del debito di un’azienda;
  2. osservare le fluttuazioni di breve termine dei mercati seguendo la logica di Mr. Market, un personaggio simbolico che rappresenta la maggioranza degli investitori all’interno dei mercati finanziari.

Mr. Market ogni giorno in ogni istante acquista e vende porzioni di migliaia di business (azioni). Il prezzo al quale egli compra o vende non è basato sul valore intrinseco del business sottostante, ma solo sullo stato d’animo di Mr. Market (a volte eccessivamente depresso o eccessivamente euforico). Occorre diventare amici di Mr. Market, profittando del suo atteggiamento folle, acquistando da lui business a sconto e vendendogli business a premio rispetto al rispettivo valore intrinseco.

L’investitore orientato alla speculazione affida dunque le sue prospettive di rendimento ai mutevoli comportamenti di breve periodo dei partecipanti al mercato dei capitali, mentre l’investitore value oriented ha come obiettivo primario la preservazione del capitale, lasciando al contempo aperte significative prospettive di ottenere rendimenti costantemente superiori agli indici di riferimento delle diverse classi di attività (azioni, obbligazioni, ecc.).

Da ciò consegue che occorre predeterminare un livello di protezione o margine di sicurezza pari a una differenza percentuale tra il valore intrinseco di un business quotato e il corrispondente prezzo di mercato, al di sotto del quale non bisogna prendere alcuna decisione di investimento. Talvolta la detenzione di liquidità è essa stessa una strategia di investimento.

Acquistare un titolo con un significativo margine di sicurezza (circa 40%) protegge l’investitore, proprio perché la valutazione è un’arte imperfetta e gli investitori sono esseri umani che subiscono l’emotività, commettendo spesso errori nel breve termine.

La logica del comportamento di un investitore Value oriented è riassumibile nella massima di Benjamin Graham, tratta dal libro The Intelligent Investor, che così recita:

“…le fluttuazioni dei prezzi hanno un unico significato per il vero investitore: gli forniscono un’opportunità per acquistare con ragionevolezza quando i prezzi scendono violentemente e per vendere con giudizio quando i prezzi crescono con grande celerità. In ogni caso egli farà sempre la scelta migliore se non si lascerà distrarre dall’andamento del mercato, focalizzando invece la sua attenzione sui risultati operativi delle società oggetto dei suoi investimenti…”

Assiteca SIM, attraverso il servizio di consulenza finanziaria indipendente, pone al servizio dei propri clienti la metodologia del Value Investing, nel rispetto dei principi di trasparenza, di professionalità del servizio offerto, di indipendenza e di assenza di conflitti di interesse che da sempre sono alla base della nostra cultura d’impresa.